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Memcached e hot keys: come ottimizzare caching e banda sul tuo server dedicato

Spesso si tende a credere che i meccanismi di cache siano una panacea, che dalla loro implementazione non si debba temere problema alcuno: ovviamente non è così.

Specialmente se il tuo cloud è dedicato all’erogazione di siti/portali web di volumetria importante, l’utilizzo di memcached può sì aumentare le performance, ma può anche introdurre un nuovo point of failure, uno del genere che non ti aspetti.

Ad esempio, non ti aspetteresti che il un’istanza memcached possa rappresentare un collo di bottiglia, men che meno un pool di istanze bilanciate e, cosa ancor più singolare, che lo possano rappresentare a livello di networking, eppure succede.

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Come scalare un’infrastruttura web secondo Facebook

In queste pagine parlo molto spesso di scalabilità e tante volte vengo contattato da potenziali clienti che, pur avendo letto questo blog avanti e indietro, ancora si chiedono se le idee che propongo siano validate da esperienze reali.

La risposta è si, non solo le mie proposte sono validate da mie infrastrutture già in produzione, la validazione viene anche da diverse corporation americane che producono infrastrutture molto più voluminose delle mie e che dall’alto dei loro blog non fanno mistero delle loro ricette tecniche.

Ad esempio, prendiamo questo post apparso recentemente su high scalability ed incentrato su alcune practices usate da facebook per sostenere la crescita della loro piattaforma tecnologica.

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Come analizzare le performance IO del tuo server cloud con iostat

Quando hai un’infrastruttura di erogazione web “classica”, ad esempio un LAMP, il database in sé è molto spesso la causa di molti mali e l’importanza della sua ottimizzazione è spesso sottovalutata.

Questo è ancora più vero se i tuoi portali web sono ospitati all’interno di un cloud pubblico perchè tra la tua macchina virtuale ed il filesystem permanente che ospita il tuo database si interpone un layer di comunicazione (molto spesso network, altre volte fibra).

Capita quindi che le performance IO di una Virtual Machine in cloud pubblico possano variare di molto in funzione del grado di carico del filesystem condiviso sottostante al cloud ed in funzione del collo di bottiglia che si può generare tra questo e i nodi di calcolo.

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Come ottimizzare una infrastruttura cloud: test di carico e ottimizzazione del db

Dopo avere deciso il layout della propria infrastruttura di erogazione web, è necessario procedere ai primi veri step di ottimizzazione.

Per far questo, è assolutamente necesario sottoporre l’infrastruttura ad una serie di test di carico.

Bisogna verificare la bontà dell’installazione in sé, cercare i colli di bottiglia più evidenti, capire subito se ci sono pezzi di codice da ottimizzare velocemente, capire se esistano ancora dei single point of failure e identificare dei limiti di erogazione quanto più affidabili possibile.

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Come comporre un’infrastruttura cloud per poter scalare agevolmente

La scalabilità è spesso un concetto piuttosto frainteso, vuoi perchè è un termine abusato dai commerciali, vuoi perchè rappresenta un insieme di accorgimenti lato hardware, sistema operativo e software applicativo che non sono sempre facilmente prevedibili.

Questo è particolarmente vero se sei una start-up oppure se stai avviando un nuovo prodotto web o mobile: all’inizio non sono sempre noti i volumi di traffico, non sono noti limiti del software, non è noto come reagirà l’infrastruttura sotto carico e poi c’è una pletora di unknown unknowns.

E tuttavia, sempre ed in ogni caso, io consiglio sempre un primo step: la separazione dei ruoli tra hardware, sistemi operativi, layer applicativo, codice e database.

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Ottimizzazioni: come migliorare le performance di Magento sul tuo Cloud dedicato

Donald Knuth affermava che “l’ottimizzazione prematura è la radice di tutti i mali”, e non si può non essere d’accordo con lui, senza distinzione tra programmatori o sistemisti.

Pensare di poter ottimizzare del codice o una infrastruttura senza conoscere il tipo di servizio offerto, o il volume di traffico giornaliero – tanto per fare un esempio – è pressoché impensabile.

Oggi voglio descrivervi come ottimizzare al meglio Magento, la nota piattaforma di e-commerce Open Source, in modo da renderlo quanto più responsivo e stabile possibile.

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Anche nel cloud dedicato il codice conta più dell’hardware

Molti sviluppatori sembrano essere troppo innamorati del codice che sviluppano e dello stack che utilizzano, eppure non esiste ne il codice ne lo stack perfetto.

A dimostrazione di questo, vi riporto un post molto interessante che spiega come il passaggio da Ruby on Rails a GO abbia fatto ridotto la piattaforma di erogazione di Iron.io da trenta istanze a solamente due.

Vi stupisce che semplicemente cambiare stack o codice porti ad una riduzione così drastica del carico CPU e del numero di istanze utilizzate?

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Perché il cloud dedicato è migliore di un server fisico?

Nel Web odierno, in cui le piattaforme cloud continuano a fare da padrone in molteplici ambiti, è lecito chiedersi quali siano vantaggi e svantaggi rispetto ad un server fisico.

Per approfondire meglio l’argomento, è utile ricordare la Legge di Moore, ovvero il postulato che impone che “le prestazioni dei processori, e il numero di transistor ad esso relativo, raddoppino ogni 18 mesi”.

A distanza di quasi cinquant’anni dal momento in cui è stata enunciata la legge di moore è ancora valida relativamente al raddoppio del numero di transistor, per quello che riguarda le prestazioni dei processori, invece, le cose si fanno più complesse.

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Come fare il troubleshooting del tuo server/cloud/vps dedicato

Nel post precedente ti ho indicato tre step per mettere in sicurezza il tuo server già dal primo accesso.

Questa volta ti indicherò invece alcuni step di troubleshooting da effettuarsi qualora il tuo server ceda di schianto sopraffatto dalle orde di barbari che le tue campagne di marketing avranno saputo veicolargli.

Devi sapere che non tutti i server muoiono nello stesso modo, alcuni soccombono nell’ignominia, altri si immolano valorosamente sull’altare del tuo business ma, invariabilmente, è necessario sapere cosa ha provocato il crash prima di poter correre ai ripari.

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Firewall virtualizzati: Vyatta ruba il posto a Cisco

Con l’avvento del Cloud, anche le componenti hardware più delicate come i firewall hanno lasciato il posto ad infrastrutture virtualizzate, più facili da installare e gestire.

Il colosso del networking Cisco ha deciso di avventurarsi su questa strada, ma non sembra aver avuto molto successo in tal senso.

E ancora una volta, l’Open Source ha dato scacco matto ad una soluzione potenzialmente appetibile, ma che porta con sé alcuni risvolti negativi.

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Cloud dedicato: tre passaggi per mettere al sicuro la tua infrastruttura

Vi dice niente l’accoppiata sicurezza informatica? Croce e delizia di chi si avventura nel mondo del Web e di chi deve mettere al sicuro i propri clienti dai “pirati” della grande Rete.

Trovandomi a gestire numerosi clienti nel mio datacenter, so quanto sia importante mettere al sicuro la tua infrastruttura.

Mi direte, “la sicurezza perfetta non esiste”. Vero, ma è importante intervenire dovunque sia possibile. Vuoi saperne di più?

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Apache Vs. Nginx: qual è la scelta migliore per il tuo server dedicato?

Nel mercato dei server Web, Apache da diverso tempo mantiene il primato di applicativo più utilizzato, seguito a grande distanza da IIS di Microsoft.

Al terzo posto, e a pochi punti percentuali da IIS, segue Nginx. Forse un nome sconosciuto ai più, ma che sta lentamente guadagnando terreno sui suoi rivali.

Ma cos’ha di speciale questo server Web, e da cosa differisce rispetto ad Apache? Scopriamolo insieme.

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Performance: la latenza media è davvero un indice reale?

Nel precedente post vi ho parlato della primed cache di un browser e come sfruttarla adeguatamente tramite una configurazione specifica lato server.

Questa volta voglio parlarti di come a volte vengano erroneamente tracciate le performance di un sito basandosi sulla latenza media, ovvero il tempo medio di risposta in secondi.

E allo stesso tempo, capire quali siano le ottimizzazioni più importanti affinché il tuo sito funzioni nella maniera migliore possibile.

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Caching HTTP: quando a fare la differenza non è il network

Quello della “lentezza” di un sito web è un problema piuttosto comune tra gli internauti. Spesso si dà, a torto o ragione, la colpa ai provider ISP, rei di non fornire un servizio adeguato a quanto previsto da contratto.

Diverse volte però, la responsabilità è della gestione non adeguata di siti o portali Web con le ottimizzazioni del caso.

E se vi dicessi che qualche piccolo cambiamento del codice può fare una bella differenza rendendo felici voi e i vostri visitatori?

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Cloud: le mani degli USA sui dati dei cittadini europei, come proteggersi?

C’è una notizia di questi giorni che non mancherà di far discutere, riguardante il cloud.

Euobserver.com mette in guardia su una legge americana che permette, senza alcun mandato, di avere accesso ai dati di cittadini europei conservati su cloud USA.

Converrete con me che non si tratta solo di dati personali, ma riguarda anche chi usa servizi cloud come Amazon e Google a supporto della propria azienda.

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Disaster recovery: MongoDB e GridFS per la replicazione dei dati, ma non solo

Tra i diversi task che un sistemista deve saper integrare al meglio, c’è il backup e la replicazione dei dati in caso di fault delle varie macchine, o nella peggiore delle ipotesi, di disaster recovery.

Questo task viene eseguito facilmente grazie a dei tool estremamente collaudati e automatizzati, configurati per ogni singolo caso.

Ma c’è chi ha migliorato di gran lunga queste operazioni, integrando a sua volta nuove funzionalità, grazie ad un database engine e un filesystem layer. Siete curiosi di saperne di più?

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PrestaShop: quando l’ottimizzazione non basta

Se hai pubblicato un sito di e-commerce, o stai pensando di farlo, ti sarai imbattuto in progetti open-source come Magento e PrestaShop.

Questi pannelli, altamente personalizzabili, permettono di realizzare il uno shop online in poco tempo, il più delle volte con poca spesa e con interventi minimi sul codice.

Di questi pannelli, il più delle volte si personalizza il template grafico (lo shop che vedono i clienti) e poco più: configurato il software dovresti poter essere in grado di gestire il tuo shop senza necessariamente avere conoscenze sistemistiche e semplicemente usando un’interfaccia web.

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Stage: Sviluppatore Junior

Prosodie opera in Italia le proprie attività di ECommerce di Hosting Shared e Nomi di Dominio tramite il proprio portale hosting3000 Stiamo cercando uno stagista per attività di sviluppatore e programmatore web.

La persona selezionata affiancherà il nostro team, composto da sistemisti e programmatori junior inquadrati da colleghi più esperti e fornirà il suo supporto alle attività quotidiane dei nostri mestieri.

* Sviluppo Software
* Deploy e Manutenzione di piattaforme web ad alta affidabilità
* Supporto Clienti

Competenze Tecniche:
* PHP (Ancora meglio Ruby) / MySQL
* Linux, Apache
* Gradita, ma non necessaria la conoscenza dei motori di virtualizzazione (idealmente Xen Server)

Profilo:
* Diplomato di un Istituto Tecnico, oppure Studente o Neolaureato in una facoltà ad indirizzo Informatico / Elettronico / Telecomunicazioni

Stage Full Time finalizzato, in caso di interesse, all’assunzione.
Sono previsti rimborso spese e buoni pasto

Gli interessati che volessero sottoporre la propria candidatura possono trasmettere la lettera di motivazione ed il proprio CV dettagliato, nei formati txt o pdf a jobs@levelip.com con esplicita autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del D. Lgs 193/03 (Codice in Materia di Protezione dei Dati Personali)

Twitter: come archiviare 250 milioni di tweet al giorno su MySQL?

Durante la O’Reilly MySQL Conference 2011 Jeremy Cole, Database Architect per Twitter, ha spiegato in un talk come sia possibile archiviare 250 milioni di tweet usando Gizzard, un framework per la creazione di datastore distribuiti basato su MySQL.

Interessante, senza contare che da diversi giorni il sito di microblogging offre ai suoi utenti la possibilità di scaricare comodamente l’intero archivio dei propri tweet.

Analizziamo insieme il percorso compiuto dagli ingegneri di Twitter, e come tali casi siano applicabili in situazioni più comuni.

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Cloud shared o server dedicato: cosa scegliere?

Per chi si avvicina per la prima volta al mondo dell’hosting, è importante valutare quando ed in quali occasioni il cloud shared può rivelarsi più vantaggioso rispetto al server dedicato, o viceversa.

Esistono tuttavia delle eccezioni in cui non si può prescindere dal fattore costi, soprattutto quando c’è bisogno di scalare orizzontalmente un’infrastruttura nel breve termine.

Cerchiamo di valutare insieme insieme i pro ed i contro di entrambe le soluzioni, prendendo un esempio reale.

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Meglio Redshift oppure un Datawarehouse italiano?

Sono passati pochi mesi dalla nascita di Glacier, la piattaforma made in Amazon per il backup dei dati sul Cloud di cui ho scritto lo scorso agosto.

Il mese di dicembre è tempo di nuovi annunci per il colosso di Seattle e Redshift, almeno dalle premesse, sembra rivoluzionare il modo di vedere il Cloud.

Amazon, con questa mossa, mira a proporsi come piattaforma dedicata anche nel panorama Enterprise.

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SQL: saper scrivere il codice è più importante di un server dedicato performante.

Quello dell’ottimizzazione dei DB non è certo un argomento nuovo tra queste pagine, ma riveste una fondamentale importanza per sviluppatori e sistemisti.

Quando il collo di bottiglia è rappresentato da SQL, infatti, non esistono soluzioni di ottimizzazione univoche e non è detto che aumentare le performance del tuo server dedicato sia sufficiente.

E’ importante piuttosto saper valutare le prestazioni proprio codice, così come il motore scelto per il proprio DB, per capire se ottimizzare il codice, quale porzione, se ottimizzare il database a livello sistema, in che modo, oppure se è il momento di passare a repliche oppure allo sharding (se l’applicazione è pensata per poter essere shardata).

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Google Apps: fine del servizio cloud gratuito

Recentemente, Google ha rivisto il pricing del servizio Apps: niente più accesso free alla piattaforma cloud e via libera ai servizi dietro sottoscrizione annuale per singolo utente.

Sebbene una scelta di questo tipo sia comprensibile e probabilmente dettata dai costi di mantenimento del servizio, questo deve spingere a farsi delle domande.

Come acquirenti, è necessario anzitutto iniziare a diffidare di tutte le offerte cloud free, venissero anche da Google, in secondo luogo bisogna rimettere in discussione la convenienza delle offerte low cost.

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Tumblr: da server LAMP-based a milioni di accessi al giorno, come hanno scalato?

Torniamo a parlare di scalabilità: in un precedente articolo vi ho descritto la gestione lato database di Tumblr grazie a Jetpants.

Allo stesso modo, è interessante approfondire come questo social network sia riuscito a scalare la propria applicazione web passando da uno stack LAMP ad un’architettura complessa basata su JVM/Scala.

Un po vittime del loro successo, i tecnici di Tumblr si sono quindi dovuti scontrare con i challenge tipici di chi deve scalare un’applicazione web: load balancing, messaging system, caching, etc.

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Fractal Tree Index: performance elevate per i server dedicati ai database, ma non per tutti

La scalabilità delle applicazioni dedicate al web trovano molto spesso la loro nemesi nell’accesso alle basi di dati.

Non per nulla, quando si parla di basi di dati, si incappa in vere e proprie guerre di religione tra i sostenitori di ambienti SQL tradizionali, NoSQL e NewSQL.

La proliferazione di approci software al problema dell’accesso e della scrittura dati su disco è dovuta principalmente al fatto che le applicazioni utilizzano basi dati sempre più grandi e sempre più real-time mentre la tecnologia dei dischi segna il passo.

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L’Enterprise si affida sul Cloud: pro e contro

Un recente sondaggio condotto da HP sembra evidenziare quanto il cloud rappresenti un mercato in vigorosa crescita.

Stando ai dati pubblicati, L’80% delle imprese su un campione di 940 intervistati, nella cosiddetta zona EMEA, hanno manifestato l’intenzione di migrare i propri applicativi mission-critical sul cloud in un periodo che spazia dai due ai cinque anni.

Lo studio ha evidenziato anche quali sono i fattori che possono spingere (o frenare) la migrazioni di applicazioni critiche sulla nuvola: primo di tutti, la sicurezza.

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Proprietà del dato su server in cloud condiviso: il fattore rischio esiste?

Se hai mai valutato (o stai valutando) di passare ad un server dedicato in cloud, ti sarà capitato di chiederti quanto al sicuro potranno mai essere i tuoi dati su di una cloud pubblica.

In effetti, il buon senso ci porterebbe a pensare che ospitare dei dati su di un cloud sia più sicuro che farlo su di una singola macchina dedicata e questo è abbastanza vero (con un po di distinguo) se si fa riferimento alla persistenza del dato.

Ma cosa succede se è il diritto di proprietà dei dati ospitati in cloud ad essere messo in discussione?

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Jetpants, MySQL, e l’ottimizzazione definitiva. Ma esiste davvero?

Non è certo la prima volta che in queste pagine vi parlo di ottimizzazione lato database, in questo post voglio descrivere alcuni casi realmente in produzione.

Consideriamo ancora una volta il campo dei social network, e in particolare di Tumblr. Un social network forse meno famoso di altri, ma non meno complesso.

Tanto complesso che hanno avuto la necessità, si dice, di ottimizzare e scalare orizzontalmente una struttura composta da 200 server dedicati esclusivamente a database MySQL.

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Hosting Dedicato a piattaforme WordPress, Joomla, Magento

Una delle domande che mi sento porre più spesso dai clienti, riguarda la differenza tra Hosting e Hosting Dedicato.

Una domanda non banale perchè la parola dedicato implica a volte la costruzione di infrastrutture specializzate nell’erogazione ad altissima volumetria di uno stack specifico.

Un esempio di questo tipo di hosting è il sito wordpress(dot)com: una piattaforma di hosting dedicata al famoso motore di blog; altri esempi potrebbero essere le piattaforme dedicate ad ospitare stack Magento, Joomla, Ruby.

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Ottimizzazione e fetching dei dati: quando Developer e Sysadmin si incontrano

Non si tratta forse di un argomento molto dibattuto quando si tratta di Server Dedicati, ma capita che si verifichino situazioni in cui un sistemista non può ovviare a quanto fatto dagli sviluppatori di un particolare sito o portale.

Sia ben chiaro: con questo non voglio certo sminuire il lavoro dei Web developer in generale, che come amministratore di sistema apprezzo molto, ma chi gestisce una Web Farm sa che applicazioni che effettuano un elevato numero di query verso un database possono andare a sbattere contro il limite I/O dei dischi e questo impatta notevolmente le performance in erogazione.

A questo propostito è interessante segnalare il botta e risposta tra Salvatore “Antirez” Sanfilippo, (vi dice nulla Redis?) e Michel Martens.
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Quattro cose da tenere a mente costruendo infrastrutture web scalabili

Molto spesso mi trovo ad impiegare ore ed ore per spiegare ai miei clienti, oppure a dei prospect commerciali, che cosa significa produrre delle infrastrutture web veramente scalabili.

Questo succede perchè il termine “Scalabilità” è stato così abusato da commerciali, tecnici, consulenti (e presunti tali) tanto che il suo significato è diventato vago: nuvoloso come il concetto di cloud che lo ha generato.

E tuttavia, se devi gestire una infrastruttura web ad elevata volumetria, dalle migliaia a qualche milione di pageviews al giorno, il bisogno di scalabilità diventa reale, doloroso.

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SQL, NoSQL, NewSQL: la scelta migliore per il tuo Server Dedicato

Ogni volta che si dimensionano server dedicati ad applicativi Web, la fase di lettura e scrittura su database è in genere uno dei principali colli di bottiglia.

In tal senso Facebook, Twitter e Google hanno adottato nel tempo delle soluzioni basate su NoSQL, abbandonando di fatto il concetto di DB relazionale e affidandosi al paradigma key-value.

Eppure, sorpresa di questi giorni, proprio Google sembra aver fatto un passo indietro riguardo questa scelta proponendo un nuovo paradigma: il New SQL.

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Qualche considerazione su cyber-attacchi e Virtualizzazione dedicata

Se segui un po i media e hai dei server dedicati che sono critici per il tuo business, avrai notato con timore che le cronache parlano sempre più spesso di cyber-attacchi clamorosi.

Delle botnet al phishing, dal mail hijacking ai site defacement, la possibilità che i tuoi server subiscano un hack su misura è una sempre più concreta.

A volte questi exploit assumono dimensioni talmente importanti che persino tentare una difesa può essere arduo, come quando – ad esempio – si subisce un attacco di Distributed Denial of Service (DDOS).

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Linux: una scelta saggia per chi offre hosting cloud

Alzi la mano chi – da smanettone oppure da fanboy – non abbia mai partecipato ad un flame, quando si tratta di Linux, su di un forum o tra i commenti di un blog.

Non è difficile trovarne quotidianamente sulla Rete, dove spesso intervengono utenti di Linux su desktop, a proposito di questa o quella novità. Ma in ambito server il discorso è completamente diverso.

Non che chi vi scrive sia meno fanboy degli altri, ma quando si parla di business bisogna fare delle scelte di campo: ad esempio in Level iP gran parte dei servizi legati ai server in cloud privato ed il layer di virtualizzazione stesso sono basati su Linux.

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Perché il nostro Cloud Computing parla Open Source?

È notizia abbastanza recente di come alcune Pubbliche Amministrazioni in Italia abbiano deciso di migrare da soluzioni proprietarie verso l’Open Source e il Software Libero.

Ed è indubbiamente positivo vedere come si segua il buon esempio da altri paesi europei verso una scelta – obbligata, di questi tempi – che porterà un consistente risparmio nel lungo periodo.

Il costo delle licenze proprietarie è solo una delle ragioni che stanno portando sia il nostro Paese che altre città europee verso questa scelta, ma non certo l’unica.

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AWS Glacier: il backup vola sulla nuvola, ma a che prezzo?

Amazon si affida ancora una volta al Cloud Computing per una nuova, piccola grande rivoluzione nel panorama dell’archiviazione di dati sulla “nuvola”.

Glacier, questo il nome del nuovo servizio lanciato pochi giorni fa, porta con sé l’idea di eliminare i supporti fisici – come i nastri magnetici, ancora largamente usati – dedicati al backup.

L’offerta di Amazon si dimostra certo innovativa, ma tutto questo ha un indiscutibile prezzo in termini di sicurezza reale per le aziende che potrebbero farne uso.

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AWS High I/O Instances, ovvero la conferma che la scalabilità infinita non è affatto economica

Va di moda pensare che il cloud shared (stile amazon, per intenderci) sia la soluzione migliore e la piu’ economica per l’hosting di infrastrutture dedicate ai servizi web.

In effetti questo e’ vero soprattutto quando si sta effettuando lo start-up di un nuovo prodotto online, ma che il cloud sia sempre economico e’ un’idea sbagliata e pericolosa.

Per rendersi conto di quanto questa sensazione di economicità’ sia fuorviante, date un occhio al pricing delle nuove istanze “High I/O” di Amazon.

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SPDY, un nuovo protocollo per velocizzare il web hosting?

Se seguite anche voi il buzz tecnologico, in questi giorni avrete sentito parlare di SPDY (si legge speedy), un protocollo ideato da Google in grado di offrire performance migliori rispetto al venerabile HTTP.

Nella testa di chi lo ha sviluppato, SPDY dovrebbe migliorare i tempi di download dei contenuti web aumentando al contempo la sicurezza della connessione.

Quindi se ospiti un sito web anche solo moderatamente trafficato, utilizzando SPDY potresti veder ridotto il consumo di banda ed i tempi di latenza nel download delle pagine, inoltre i tuoi dati viaggerebbero in modo nativo su di una connessione criptata.

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Se non assegni una priorità alle tue scelte tecnologiche, gli eventi lo faranno al posto tuo.

Molti dei miei clienti apprezzano di essere guidati nella standardizzare delle tecnologie dei sistemi di cloud loro dedicati anche se, a volte, è necessario dire ‘no’ alle loro richieste.

Il motivo è che sono consapevoli che troppi ‘si’ detti oggi – vuoi per compiacere dei potenziali clienti, vuoi per vendere un po di più – si trasformano in entropia domani.

Il disordine è il padre di molti bilanci in perdita e, con i tempi che corrono, chi lo vuole un hosting provider con i conti sottosopra? I miei clienti non di sicuro.

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Green Hosting: aumentare la potenza di calcolo non significa necessariamente aumentare i watt assorbiti.

A volte mi capita di sentire chiedere preventivi di housing per server vecchi di anche cinque o sei anni dai quali il proprietario non vuole separarsi “perchè ha già fatto l’investimento”.

Non vi dico la sorpresa mista a sdegno del malcapitato quando pacatamente rispondo che quei server nel mio datacenter non ce li voglio!

E, siccome non voglio passare per uno che sdegna i clienti, in questo post vi dimostrerò come tecnologie innovative possono drammaticamente ridurre il wattaggio assorbito mantenendo un livello di potenza di calcolo accettabile.

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Nuova posizione aperta: Sales Manager

Level IP è il marchio con cui Prosodie opera in Italia le proprie attività di Hosting, Housing ed Ingegneria dei Sistemi (Platform as A Service).

La società, forte di una sala server dimensionata per accompagnare Web Agencies, Società di Ingegneria dei Sistemi e Portali Web nel loro successo, ricerca delle figure di Sales Manager, Internet Service Provider..

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La legge di Murphy colpisce ancora: post-mortem di un black-out di Amazon

La Legge di Murphy, la conosciamo tutti, recita che se qualcosa può andar storto lo farà: mai affermazione potrebbe essere più vera nel caso del recente black-out su una porzione del cloud Amazon.

Premetto che non provo alcun piacere nel parlare dei problemi degli altri, anzi, ai tecnici di Amazon va tutta la mia stima.

Mi sembra tuttavia interessante riportare le ragioni tecniche del down perchè evidenziano come qualsiasi sistema, per quanto sicuro, non è infallibile: neppure il cloud.

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Caro cloud, ma quanto mi costi?

Questa mattina mi sono imbattuto in una pagina web che offre una comparazione del prezzo di varie istanze del Cloud Amazon.

Dal mio punto di vista si tratta di una conferma di quello che già immaginavo, ovvero che il Cloud non è necessariamente economico, anzi, può diventare anche piuttosto costoso: si parla di più di 1700 Dollari al mese per le istanze più potenti, ti sembrano poco?

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Anche gli ingegneri di Disqus a volte si lamentano (a torto) della nuvola.

Il cloud non è per tutti, fatevene una ragione: non tutti sono in grado di sfruttarne adeguatamente le possibilità, non è la soluzione a tutti i problemi di infrastruttura e di sviluppo, non è sempre la soluzione economicamente più conveniente.

Se ne è accorto anche un ingegnere di Disqus, una piattaforma di commenti condivisa “as a service”, che ha lanciato un paio di post piuttosto polemici su Heroku dal proprio blog personale.

La dicotomia Cloud-Si / Cloud-No è uno dei grandi punti di discussione nel panorama IT nazionale ed estero, su questo argomento sostenitori ed avversari si dividono e si combattono a suon di flame e commenti caustici: non è quindi strano che il post di David abbia generato un’ondata di polemiche.

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L’Information Technology di domani è creato dalle startup di oggi

Il mondo dell’information technology vive uno stato di continuo mutamento dove un ribollire di nuove idee emergono rapidamente e, molto spesso, spariscono con la stessa velocità con la quale sono apparse.

Eppure, negli ultimi anni, è emerso un pool di tecnologie che sembra poter essere davvero un elemento fondante dell’IT di domani: il cloud.

E, cosa ancora più importante, il motore di questo cambiamento è tanto più solido quanto più viene dal basso, dalle startup di oggi, che il DNA del cloud lo hanno fatto proprio cosi come ne hanno abbracciato i modelli di business.

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Cloud dedicato ad alta volumetria per forzaroma.info

Recentemente ho avuto l’opportunità di sviluppare un cloud dedicato ad alta volumetria per ForzaRoma, un portale dedicato alla formazione calcistica capitolina.

Devo ammettere che è stata un’esperienza interessante, sia dal punto di vista del dimensionamento dell’infrastruttura che dal punto di vista della migrazione.

Se è vero che, quando lo avremo portato completamente a regime, il portale potrà servire qualche centinaio di migliaia di pagine al giorno, è anche vero che la situazione iniziale che ho trovato era tutt’altro che rosea.

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Dischi riciclati e problemi di sicurezza del dato nei cloud pubblici

L’altro giorno ho letto un articolo molto interessante riguardo la sicurezza del dato all’interno dei cloud pubblici di Rackspace e di VPS.net.

Apparentemente, in alcune condizioni ben specifiche, sarebbe possibile leggere i dati lasciati sul disco da altri utenti del cloud pubblico dopo che questi hanno dato disdetta.

Cosa ancora più sconcertante, accedere a questi dati sarebbe tanto semplice quanto lanciare un comando come “dd if=/dev/sda1 bs=1M skip=5000 | strings”: se chiedi al tuo sistemista ti confermerà che questi comandi sono alla portata tecnica di chiunque.

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Cloud e overbooking, una breve introduzione al problema

Ultimamente mi sono fatto un bel giro sui siti web dei maggiori provider di hosting cloud italiani e ho notato un trend interessante, tutti quanti si affannano a specificare che non fanno overbooking delle risorse.

Evidentemente, ad un certo punto, si sono accorti che l’overbooking di risorse fa parte della lista di ciò che il cliente non vuole e hanno pensato bene di specificarlo eppure, mio caro lettore, l’overbooking fa parte della natura dei sistemi condivisi ed è qualcosa che qualsiasi provider farà sempre.

In pratica, finchè il ricavo marginale della vendita di una unità cloud in overbooking sarà superiore al costo marginale necessario a produrla, ovvero finchè non si perdono più clienti di quanti se ne guadagnano. Brillante!

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Maledetta Email! Parte seconda: trucchi e attività di troubleshooting.

Il mondo dei server dedicati al servizio mail è vasto, variegato e pieno di messaggi di errore il cui significato per lo più sfugge agli utenti ai quali, spesso, non resta che far buon viso a cattiva sorte.

Scommetto che non c’è uno di voi lettori che non abbia mai avuto problemi con le email, eppure si tratta di un sistema molto affidabile in rapporto alla quantità di dati che muove.

In questo post descriverò un po di metodi di troubleshooting lato client e, dal momento che non posso sapere se utilizzate Windows, Linux oppure OSX, farò degli esempi validi su tutte e tre i sistemi operativi.

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Maledetta E-Mail! Dissezione di uno dei servizi più amati e odiati dagli utenti web.

Una dei bisogni più diffusi nel panorama dell’hosting riguarda la necessità di inviare e ricevere in modo affidabile la posta elettronica e, guarda caso, è proprio la richiesta di ‘affidabilità’ che rende il servizio mail una sfida non banale sia per gli hosting provider che per gli utenti.

Ti è capitato mai di avere inviato una mail che non è mai arrivata, oppure che è arrivata in ritardo? Ti è mai capitato di vedere i tuoi messaggi di posta elettronica ritornare nella tua casella di origine ‘marchiati’ (in gergo si dice ‘flaggati’) come spam? Hai mai attribuito la responsabilità di questi problemi a questo oppure a quell’internet provider?

Beh, sappi che sei in ottima compagnia! Non conosco nessuno che non abbia mai affrontato queste difficoltà, per di più la colpa non è di nessuno (e in un certo senso è un po di tutti), continua a leggere e ti spiegherò il perchè.

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Cosa si prova a scalare l’infrastruttura di un sito web ad alta volumetria?

Qualche post addietro mi sono soffermato su come scalare un’infrastruttura dedicata all’erogazione web: ho parlato di costo del downtime, di problemi di scalabilità orizzontale e verticale, di tutto meno di una cosa fondamentale: le sensazioni che il cliente ed il sistemista provano durante una migrazione.

Dovete sapere che scalare un’infrastruttura web ad alta volumetria è come cambiare tutti i componenti della tua macchina mentre guidi allegramente a 150Km/h, tipicamente è un evento critico, traumatizzante per alcuni, e come tale va gestito con attenzione.

Molte volte ci si ritrova a dover dare supporto morale sia al proprio cliente che ai propri sistemisti, perchè durante una migrazione non sempre va tutto a posto al primo colpo e alcune volte devi fare dei compromessi radicali.

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Andare oltre MySQL, parliamo un po di Redis.

Nei post precedenti ho fatto una panoramica delle architetture database classiche e NoSQL e, in particolare, ho parlato di Redis: in questo post mi concentrerò sui pregi e sui difetti di Redis che pur essendo un bellissimo prodotto non è adatto proprio a tutti.

In particolare, si tratta di un engine NoSQL che pur trovando nella quantità di RAM richiesta uno dei propri limiti, è estremamente performante durante le operazioni di scrittura, quindi adatto ad applicazioni ad alto volume di write dove la persistenza del dato non è un elemento essenziale.

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Scegliere un RDBMS oppure un NoSQL, ovvero il teorema CAP parte seconda

Nel post precedente, abbiamo visto come un sistema distribuito non possa essere allo stesso tempo consistente, disponibile e partition tolerant.

Questo significa che qualsiasi scelta di hosting tu faccia, se la tua applicazione web utilizza una base dati, sarai sempre costretto a scegliere tra consistenza e disponibilità, oppure tra disponibilità e partition tolerancy oppure tra consistenza e partition tolerancy.

In pratica, dovrai fare dei compromessi su come la tua applicazione utilizza i database e su come questa risponde ad eventuali problematiche lato infrastruttura di erogazione.

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RDBMS vs NoSQL: perchè il teorema CAP è importante per il tuo business online, parte prima

Fino a qualche anno fa, il panorama dei server dedicati al web era per lo più popolato da strutture di erogazione isolate dove un server fisico corrispondeva per lo più ad un servizio oppure ad un gruppo di servizi specifici.

I temi della scalabilità e dell’high availability erano privilegio quasi esclusivo delle infrastrutture con budget elevati che potevano acquistare molti server fisici, magari in datacenter differenti.

Il boom dei servizi online ha però mutato lo scenario in modo radicale e oggi anche aziende con budget relativamente modesti possono distribuire i server dedicati all’infrastruttura di erogazione su più macchine fisiche, magari in datacenter diversi, a volte nei cloud pubblici di Amazon.

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Alcune considerazioni sulle performance dei RDBMS dedicati ad applicazioni web

Le performance lato database sono qualcosa di cui non se ne ha mai abbastanza, specialmente quando si creano infrastrutture web ad elevate volumetrie.

Quando un’applicazione web comincia a servire centinaia di migliaia di page views al giorno, uno dei colli di bottiglia è il database.

I normali RDBMS scalano in modo relativamente agevole quando si tratta di effettuare delle select, ad esempio utilizzando più MySQL slave e bilanciando le letture (si, lo so, c’è il replication lag)…

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Tre metri sopra il MIX

Non di rado mi capita di sentirmi domandare cosa sia il MIX, perchè è importante, e se essere collegati al MIX significa essere in housing presso questo o quell’operatore.

Siccome il MIX è un punto di snodo vitale per l’internet italiana, penso che sia giusto fare un po di chiarezza iniziando con lo sfatare un mito: essere collegati direttamente al MIX non significa necessariamente essere in housing presso un operatore quale INET oppure Telecity.

Il MIX è infatti un punto d’interscambio tra operatori di backbones pubbliche ed anche private, è localizzato all’interno del campus di Via Caldera e gli operatori che vi si connettono vanno ben oltre i classici nomi dell’hosting italiano: ad esempio Google e Microsoft hanno una connessione al MIX.

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Breve storia dell’hosting, dal server fisico ai VPS al cloud, parte prima

In un precedente post ho spiegato come i server dedicati siano da preferire ad un housing nudo.

E cosa dire del cloud? Se hai vagamente cercato in giro, ci sono centinaia di possibili offerte: si parla di VPS, Dedicated Virtual Servers, Private Cloud, Shared Cloud, un intero universo.

In questo post ti aiuterò a fare un po di chiarezza sulla terminologia legata al mondo dei cloud in modo da aiutarti a fare una scelta consapevole.

Neanche una decina di anni fa se acquistavi acquistavi un server dedicato si trattava di un pezzo di metallo (un hardware) con un sistema operativo sopra, punto. Se per caso avessi avuto bisogno di meno potenza di calcolo di quella offerta da un hardware intero, al più avresti acquistato un piano di hosting (una frazione di server dedicato).

In pratica la possibile forchetta di scelta equivaleva a quella che si ha quando si può scegliere se comprare un appartamento oppure un’intera città!

Poi venne la virtualizzazione (molti l’avranno approcciata per la prima volta usando vmware) e un server fisico cominciò ad equivalere a più di un server virtuale. Poi arrivarono i processori multi-thread e multi-core e la virtualizzazione cominciò ad essere sempre più spinta.

In quel momento cominciò ad esserci più scelta. Chi aveva già qualche decina di piani hosting poteva ora scegliere di prendere un server VPS e gestirlo con un pannello plesk o cpanel.

Cosa è un VPS? Praticamente è una macchina virtuale che occupa una porzione di un server fisico. La potenza di un VPS è funzione delle risorse che gli vengono allocate, ma anche delle risorse disponibili sul server fisico stesso.

In pratica il VPS condivide processore, ram e dischi con altri VPS all’interno dello stesso server fisico (come in un condominio). Se il vicino da fuoco alla propria porta, beh, sicuramente ci sono conseguenze anche per la tua. Se il vicino del piano di sopra rompe un tubo ti si allagherà l’appartamento etc etc.

Poi venne il cloud.

Se pensate al cloud molte volte avete in mente Amazon, in realtà il mondo del cloud è molto più vasto. Esistono servizi di VPS in cloud (Amazon, e fa molto di più dei VPS), servizi di application hosting ‘as a service’ (google apps, heroku), servizi di backup cloud… la lista è praticamente infinita.

Che cosa comporta questo per voi?

Significa che avete più scelta nell’acquisto di servizi cloudizzati e significa anche che se i fornitori sono oltreoceano scambierete un risparmio economico con il controllo del dato e l’accessibilità del servizio tecnico.

Di questo, parleremo nel prossimo post.

Alcune idee per migliorare l’uptime della tua applicazione web

Questa volta non parliamo ne di housing ne di hosting, il post è interamente dedicato a te – mio caro lettore – che non sai quanto il modo in cui è sviluppata la tua applicazione web faccia la differenza tra un bel tempo di uptime ed un’availability da film dell’orrore.

E se invece conosci la differenza, probabilmente sei uno tra i pochi fortunati (e bravi) che può vantare applicazioni web che stanno in piedi per davvero.

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Tre buoni motivi per preferire un server dedicato ad un semplice housing

Ogni giorno ricevo qualche richiesta di informazioni e – in genere – mi vengono chiesti preventivi per housing, per server dedicati e più raramente per sistemi cloud.

Tralasciando per ora l’argomento cloud, vorrei concentrarmi sulla difficoltà nello scegliere tra server dedicati ed housing puro: perchè – intendiamoci bene – la difficoltà c’è, solo che il potenziale cliente non sempre la vede.

Iniziamo con lo sfatare un mito: l’housing conviene meno rispetto al noleggio operativo di un’infrastruttura dedicata (solo in alcune condizioni è più conveniente) e in più non è detto che costi di meno.


Eccoti tre buoni motivi per scegliere server dedicati al posto delle stesse macchine in housing.

#1 – Potresti avere un modello di costo più semplice
Se scegli il noleggio operativo di una o più macchine dedicate, e se ti assicuri un servizio veramente full managed, il costo mensile sarà pari a quello concordato contrattualmente, non vi saranno sorprese, avrai un costo lineare.

Però che sia ben chiaro, i provider hosting che fanno ‘low cost’ dovranno pur guadagnarsi il pane, quindi se opti per un hosting a basso costo le sorprese ci saranno e verranno tipicamente dalla componente di costo maggiore per il provider: la manodopera.

L’housing ha un modello di costo più complesso perchè questo è ‘scalettato’ in unità discrete di Unità/Alimentazione. Chi vende veramente housing lo fa a quanti di mezzo armadio oppure armadi interi, non aspettarti di poter ottenere facilmente la quotazione di una unità, 100Mbit/s e 256IP. (E se chiedi questi tre insieme probabilmente devi fare spam, e lo sai!)

Quindi, o riempi per intero lo spazio che prendi in housing oppure stai sprecando denaro.

#2 – Potresti evitare di essere responsabile dell’hardware
Qualunque cosa si rompa deve intervenire il tuo provider… Bella! Tuttavia ti invito anche in questo caso a valutare attentamente le condizioni contrattuali, perchè chi fa low cost deve pure guadagnare… un po come nel mercato degli inchiostri per stampanti, un buon modo di vendere qualcosa è quando il cliente ha una sofferenza: quale miglior momento di un guasto?

Quindi, o eviti i provider low cost, oppure compri più di un server dedicato e ridondi.

D’altro canto con l’housing è lo stesso e, visto il punto sopra, probabilmente avrai acquistato almeno mezzo armadio: a questo punto tanto vale acquistare un paio di switch, un paio di server e magari una SAN.

Non hai budget? Ooops! Ma non eri convinto che l’housing fosse più economico?

Hai il budget? Ok! Scommetto che i tuoi sistemisti sono in grado di effettuare una configurazione HA su SAN con la stessa facilità con la quale un coltello caldo taglia il burro.

Però a questo punto, il costo dei sistemisti e dell’hardware deve essere sommato al costo dell’housing, a maggior dimostrazione che il modello di costo di un housing non è lineare come sembra.

#3 – Potresti ottenere un risparmio fiscale
Se noleggi acquisti dei server direttamente questi finiscono nel tuo libro cespiti – devono essere ammortati – e saprai bene che l’ammortamento di componenti hardware dura cinque anni, se la legge non ti cambia sotto i piedi.

Se consideri poi che la vita operativa utile dei server è di 3-4 anni, puoi scegliere se buttare i server prima della fine dell’ammortamento oppure sottoscrivere un’estensione di garanzia, oppure correre un rischio.

Va da se che stimare questi costi futuri e potenziali non è semplice.

Se invece prendi dell’hardware a noleggio operativo in datacenter, allora potrai ribaltare questo rischio sul tuo provider ed in più scaricherai contabilmente tutto il canone di noleggio all’interno dell’anno fiscale.

Niente male!

Azure, il cloud Microsoft, in crash per l’anno bisestile

Se non lo avessi letto direttamente in questo annuncio ufficiale non ci avrei creduto: Azure, il cloud microsoft, è andato o in crash a causa dell’anno bisestile.

Per essere più precisi, Microsoft sostiene che il bug è stato causato da un calcolo temporale che era inadeguato al mese di 29 giorni.

Queste in genere sono le notizie che mi rovinano la giornata, in special modo perchè il mio core business è legato ad implementazioni cloud: ora mi toccherà spiegare a tutti i clienti e potenziali che quello che è successo a Microsoft è un caso isolato e difficilmente ripetibile in condizioni differenti da quelle in cui si è verificato.

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I tuoi server dedicati sono veloci? Se non lo sono, ne soffriranno i tuoi ranking.

Parlando con i miei clienti (acquisiti e potenziali) mi capita molto spesso di sentirmi chiedere un prezzo, ogni tanto di sentirmi chiedere dell’assistenza, e più raramente di sentirmi chiedere quali performance si possano ottenere su di un server dedicato configurato in questo oppure in quel modo.

Quando un cliente mi parla di performance dei propri siti – in genere – ha già dei problemi così evidenti da non poterli più ignorare: troppo poca banda, notevoli picchi di traffico, hardware un po datato e sottodimensionato, oppure un mix di tutte queste cose messe assieme.

Pochissimi sono poi consapevoli che la lentezza dei propri siti web comporta anche di problemi di posizionamento sui motori di ricerca, e tante volte confondono la velocità di caricamento con gli indici di performance.

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Un po di chiarezza sull’app hosting

Ultimamente sento molto parlare di App Hosting, per alcuni si tratta di hosting dedicato ad applicazioni mobile, per altri si tratta di una forma di hosting “infrastructure as a service”.

Se siete familiari con Ruby, Phyton, Scala, Node.js, avrete probabilmente già sentito parlare di app hosting e lo avrete probabilmente associato a servizi quali Heroku oppure Google Apps.

Se poi questi servizi effettuino l’hosting di applicazioni dedicate al mobile oppure applicazioni web, questo è un altro paio di maniche: una piattaforma IAAS può ospitare sia app dedicate al mobile che servizi web 2.0 tradizionali e, più in generale, anche un banalissimo server dedicato può farlo, dipende da come lo si configura.

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Cosa rende un servizio di hosting wordpress davvero professionale?

In una sola parola, l’assistenza e non illuderti che costi poco e che sia al tempo stesso professionale, sempre disponibile e proattiva.

Ora, possiamo raccontarci tutte le storie che vogliamo su come questo o quel provider offra piani di hosting dedicati a wordpress più o meno convenienti: se hai da gestire un blog personale con poche visite tutto fa brodo.

Se invece con il tuo wordpress ci fai business, se il prezzo del tuo piano di hosting si aggira sulle centinaia di euro all’anno, molto difficilmente riuscirai ad avere un vero servizio di assistenza.
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Il capacity planning per server dedicati al web, parte seconda

Nel precedente post abbiamo definito gli elementi essenziali per costruire del capacity planning adeguato ad un’infrastruttura web basata su server in hosting dedicato.

Nell’esempio fatto nello scorso post abbiamo deciso di voler effettuare il capacity planning di “uno o più server dedicati sui quali ospitare un centinaio di siti vetrina ognuno composto da circa dieci pagine e che fanno complessivamente ventimila utenti al giorno”.

Abbiamo stabilito inoltre che durata media della visita su ciascun sito è di 2 minuti, il peso medio della pagina è 100Kb e vengono servite mediamente 3 pagine per visitatore. I server non erogheranno altro che pagine web e si prevede una crescita del numero di siti ospitati del 50% in due anni.”

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Il capacity planning per server dedicati al web, parte prima

Partiamo da un presupposto fondamentale, limitarsi a comparare le offerte di hosting e server dedicati è un’attività poco significativa se non sei in grado di effettuare il capacity planning della tua infrastruttura web.

Se sai prevedere i volumi che la tua infrastruttura dovrà servire allora potrai stimare la quantità di computazioni contemporanee che l’infrastruttura dovrà sostenere: sulla base di questi dati puoi decidere cosa acquistare.

Se non sei in grado di effettuare questi calcoli, almeno approssimativamente, qualunque considerazione su hardware, banda internet, assistenza, high availability, prezzo, è una considerazione fuorviante. E ovviamente questo ti espone alle normali dinamiche delle offerte di hosting: sono tutte bellissime sulla carta ma prima o poi scoppiano.

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Cinque cose da non fare quando scegli un server dedicato

Non passa giorno che non mi capiti di sentire qualche storia dell’orrore su come questo o quel potenziale cliente si sia trovato male con il precedente servizio di hosting.

Intendiamoci, se qualcuno decide di cambiare hosting provider vuol dire che ha avuto davvero problemi, oppure che cerca un’alternativa molto più economica (e ha un costo di down/migrazione molto basso), oppure ha per le mani un progetto di sviluppo di cui non sa ancora stimare la componente hardware.

Tutto dipende da quanto bene si conosce la propria infrastruttura hosting e da come si affronta la fase di prospezione del potenziale fornitore.

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Ottimizzazione di un server LAMP, meglio scalabilità o performance?

Mi capita quotidianamente di ricevere richieste di preventivo legate a server dedicati e, regolarmente, mi sento chiedere che il server sia scalabile e anche molto performante.

E’ normale che nel bisogno del cliente scalabilità e performance siano due requisiti essenziali, il fatto è che si tratta di due concetti differenti, con alcuni punti di contatto ma anche con differenze sostanziali.

Se un server è scalabile, in teoria può continuare a servire la tua app web a prescindere dalla quantità di traffico che questa riceve; un server performante, invece, restituisce il risultato molto velocemente.

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Ottimizzare un server MySQL parte 2: meglio scalare in orizzontale o in verticale?

Nello scorso post ho ragionato su come scegliere se scalare in orizzontale o in verticale l’hardware di un server dedicato a MySQL.

In questo post, invece, parto dal presupposto di avere già più di un server dedicato alle elaborazioni database e ragiono su come scalare (in orizzontale ed in verticale) il database e le parti che lo compongono.

Questo avviene perchè la natura di siti web fa si che le richieste ai server MySQL siano tendenzialmente asimmetriche, ovvero che il comparto “Apache/Php” (il front-end) tenderà ad effettuare più query di lettura che di scrittura sul DB (il back-end).
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Ottimizzare un server MySQL parte 1: meglio scalare in orizzontale o in verticale?

Continuiamo a parlare dell’ottimizzazioni possibili su server dedicati ad architetture LAMP, tipicamente si tratta di server economici o addirittura di VPS quindi fare delle considerazioni sulla scalabilità di questi prodotti è necessario.

In questo post faremo qualche ragionamento sulle opzioni che si hanno quando si cerca di scalare MySQL lato hardware, nel prossimo ragioneremo lato applicazione.

MySQL può scalare verticalmente ed orizzontalmente: nel primo caso compri hardware più potente, nel secondo compri più di un server e distribuisci il carico fra le varie macchine.

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high availability su server dedicati economici parte 3: apache separato da mysql

Nel post precedente, ho spiegato come ottimizzare in modo separato Apache e MySQL potrebbe estendere di molto il range di utilizzabilità del vostro server.

Tuttavia fino a questo punto abbiamo considerato sempre un unico server dedicato ad una piattaforma LAMP; in questo post, invece, spiegherò perchè sia vantaggioso separare Apache e MySQL su due server differenti, ciascuno dedicato ad uno dei due servizi.

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Quanto vale il downtime dei tuoi server web?

Stimare il valore economico del downtime dei tuoi server dedicati ad applicazioni web è necessario, se non sai quanto vale un downtime rischi di affrontare delle attività critiche senza poterne valutare analiticamente il rischio.

Ad esempio, il valore del blocco di server email per un sito di e-commerce è diverso dal valore del blocco del server mail per un sito che effettua campagne di mail marketing.

Nel primo caso, al più, non puoi inviare delle conferme (d’ordine, di registrazione) ai clienti, è un problema molto fastidioso ma gestibile. Nel secondo caso il tuo servizio è completamente fermo. E’ chiaro che i due rischi meritano un’allocazione di risorse economiche differente e proporzionale al grado di impatto sul tuo business.
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Pianificare l’high availability su server dedicati economici, parte 2

Nel primo post della serie mi sono soffermato sulla necessità di stabilire dei canali di comunicazione efficaci con il proprio hosting provider, adesso affronterò il problema dal punto di vista tecnico.

Ad onor del vero, penso che chi fa business online dovrebbe concentrarsi su quello che sa fare meglio – il business – e non sull’ottimizzazione dei sistemi, tuttavia anche se non siete dei tecnici e non metterete mai il naso dentro un server, è bene conoscere il campo di battaglia con il quale vi dovrete confrontare.

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Pianificare l’high availability per server dedicati economici, parte 1

Una delle obiezioni che mi sento fare più spesso dai potenziali clienti riguarda l’affidabilità dell’hardware: “è davvero sicuro questo server, se si rompe qualcosa quanto impiegate a ripararlo?”

Non è un’obiezione da poco, perchè non c’è situazione più pericolosa per un fornitore di servizi hosting che il downtime di un server, questo per due motivi: il primo è che il mercato dell’hosting italiano è dominato da strategie di massimo ribasso sul prezzo, il secondo è che si tratta di un servizio relativamente intercambiabile.

Se i server dedicati costano relativamente poco ed è facile trovare online un nuovo fornitore, quando un server si pianta il cliente potrebbe decidere di passare ad un hosting alternativo (ad esempio da aruba a register), e qui viene il bello…

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Come scalare le tue applicazioni web grazie al cloud dedicato

Si sente tanto parlare di vantaggi economici dei servizi cloud rispetto ai tradizionali servizi di hosting e housing, ma non si parla molto dei vantaggi dal punto di vista tecnico.

Eppure il cloud, e specialmente il cloud dedicato, è in grado di consolidare in modo notevole l’ambiente in cui vengono eseguite le applicazioni web, siano queste dei blog wordpress, uno shop magento, una applicazione joomla, un’infrastruttura microsoft .net con SQL Server.

Il vantaggio principale sta nella creazione di un layer di esecuzione astratto, facile da espandere, migrare, mantenere.

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Nei servizi di hosting dedicato, tutto incluso non significa gratuito.

Potrà sembrare una banalità, eppure mi capita molte volte di doverlo spiegare a clienti acquisiti e potenziali.

Quando si valuta l’acquisto di un servizio di hosting dedicato (server dedicato, cloud o VPS che dir si voglia), si rimane molto spesso accecati da parole come ‘tutto incluso’, ‘minimo garantito’, ‘full managed’.

La convinzione, erronea, che queste parole danno al cliente è che il servizio sia gratuito, che si stia facendo un grande affare orientandosi verso il fornitore che offre di più ad un prezzo apparentemente molto più concorrenziale.

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Infrastruttura in server cloud dedicato per QNetwork

Negli ultimi mesi, abbiamo collaborato con QNetwork per costruire un’infrastruttura in cloud dedicato in grado di ospitare l’interno network di siti dell’azienda e di consentirne la crescita futura.

Si è trattato di un percorso interessante che ha visto la migrazione progressiva di ciascun portale dalla vecchia infrastruttura, basata su di un unico server dedicato, a quella nuova.

QNetwork è un operatore web italiano, attivo dal 2007, che pubblica una serie di portali dedicati a tematiche quali l’istruzione, i libri, la salute, le vacanze, la ristorazione.
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Quanti core business ha il tuo provider di servizi hosting?

Mi capita quotidianamente di incontrare potenziali fornitori e quando mi raccontano che offrono dieci magnifici prodotti pieni di gazillioni di features so già che – in verità – non sto parlando con un partner commerciale affidabile.

Non prendetemi per un maniaco del minimalismo, ma nel corso degli anni ho imparato mio malgrado che se un fornitore ha un’offerta troppo ampia, nessuno dei servizi offerti sarà eccellente.

Questo è particolarmente vero nei servizi dedicati al web e non è un caso che housing, hosting, server dedicati virtuali e fisici, cloud e servizi IAAS vengano spesso confusi tra di loro al momento di effettuare un acquisto.

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Il cloud dedicato a misura della piccola e media impresa

Nel panorama economico italiano, crisi o non crisi, è sempre presente un tessuto forte di piccole e medie imprese.

Soprattutto negli ultimi anni la piccola e media impresa italiana si è arricchita di un nugolo ben nutrito di start-up tecnologiche e questo garantisce una richiesta sostenuta di servizi di hosting, di cloud e di infrastrutture dedicate.

Noi abbiamo basato il nostro intero modello di business, ed in particolare il nostro modello di cloud dedicato, per poter supportare le PMI ad elevato contenuto tecnologico.
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Lascia che il tuo server vada in crash, poi ottimizzalo.

Sono sempre stato affascinato dalla complessità delle infrastrutture server dedicate al web.

Il più delle volte la loro complessità cresce in modo esponenziale tanto che server dedicati perfettamente stabili, appena superano un certo limite, diventano bizzosi in modo imprevedibile quasi fossero dotati di una volontà propria e di una certa dose di sadismo.

La prima reazione, la più istintiva, è quella di cercare di prevenire ad ogni costo il crash: si tratta di una reazione sbagliata.
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Spingere un server dedicato oltre i suoi limiti

Se il tuo business eroga servizi web, ti sarai chiesto fino a che punto puoi ottimizzare il codice ed il sistema operativo prima di essere costretto ad effettuare un upgrade del server dedicato.

A prima vista questa sembra essere una domanda banale, specialmente perchè è facile trovare in giro tanti servizi di server dedicato alternativi ai già molto noti Aruba, Register, Amazon, etc: e tutti hanno in comune una cosa, hanno sempre almeno una offerta di server dedicato in bella vista sulla home page.

Quindi sembrerebbe facile scegliere: se il mio server è a tappo e trovo una alternativa al mio servizio hosting che mi dia più hardware ad un prezzo più basso e cambio hosting provider, giusto?
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Evitare le trappole del cloud shared

Negli ultimi anni avrai sentito sempre più spesso parlare di cloud computing, quello che non sempre ti avranno detto, però, è che questi servizi ricadono per lo più nella categoria dei cloud pubblici, ovvero delle nuvole dove i tuoi dati convivono assieme ai dati degli altri, dove la potenza di calcolo di cui hai bisogno potrebbe essere venduta ad un miglior offerente.

Per non parlare poi del fatto che i tuoi dati, vengono mantenuti in sistemi che non sono i tuoi, dei quali non sono chiare le politiche di privacy ed il diritto applicabile.

Cosa succederebbe se i tuoi server in hosting all’interno di un cloud americano non fossero più raggiungibili: potresti davvero far causa al provider e spuntarla?

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Il debito infrastrutturale nelle architetture dedicate al web

Molto spesso chi sviluppa e mantiene delle infrastrutture web si scontra con problemi di debito tecnico, ovvero quella serie di errori o mancate ottimizzazioni del software sviluppato che, con l’andar del tempo, rendono il codice sempre più instabile.

Quando si arriva ad un punto in cui è assolutamente necessario fare il refactoring del codice per risolvere i problemi di stabilità, in genere, è già molto tardi ed il processo diventa doloroso.

Il debito infrastrutturale è sostanzialmente la stessa cosa, ma avviene a livello dell’infrastruttura di hosting o di housing sottostante: magari al momento di scegliere dei server dedicati non avete calcolato correttamente il volume che avrebbero dovuto erogare, oppure avete scelto dei server VPS in cloud shared e adesso avete problemi di performance.
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Level iP Italia entra a far parte del gruppo Prosodie

Recentemente, Level iP Italia è entrata a far parte di Prosodie, gruppo internazionale con sedi in Francia, Spagna e Belgio.

Assieme a Level iP, il gruppo Prosodie ha anche acquistato il 100% del capitale della società Internet.fr, società gemella di Level iP e posizionata sul mercato francese.

Il gruppo si posiziona tra i leader dei servizi hosted in Francia, in particolare dei servizi high availability.
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Server Dedicati in High Availability per PLCForum.it

Recentemente Level iP ha realizzato un cloud privato in High Availability per PLCForum.it, il più grande e conosciuto sito italiano dedicato all’automazione industriale.

PLCForum.it accoglie quotidianamente migliaia di utenti, prevalentemente tecnici specializzati, che si incontrano per confrontare le proprie esperienze, risolvere problemi anche complessi arrivando talvolta a superare il supporto tecnico delle case costruttrici.

Ovviamente anche neofiti sono i benvenuti, a loro, oltre al supporto degli altri utenti, sono dedicate sezioni di ditattica, manuali e video lezioni. Le varie sezioni del forum affrontano a 360 gradi il mondo dell’elettricità

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Server Dedicati in HA per Ausilium.it

Ausilium.it è un portale e-commerce italiano di riferimento per tutto ciò che riguarda il mondo ortopedico, gli ausili per anziani e disabili ed il mondo medicale in genere.

Nata alla fine del 2004, Ausilium.it serve oltre 25.000 utenti unici al giorno attraverso una piattaforma web tecnologicamente avanzata che permetta una fruizione veloce dei contenuti.

Negli ultimi anni, Ausilium.it si è affidato a Level iP per la realizzazione di un cloud dedicato che fosse in grado di erogare fluidamente i contenuti web ed, al contempo, scalare nel tempo.

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Manutenzione dell’impianto antincendio

Avere un datacenter sicuro, resiliente ed in grado di affrontare il rischio incendio è una necessità di tutte le server farm che, come Level iP, si propongono di ospitare in modo continuativo infrastrutture di cloud dedicato.

Proprio per questo motivo, e come da procedura, durante il mese di marzo, abbiamo provveduto ad un check-up completo dell’intero sistema antincendio.

Il controllo a caldo di tutti gli apparati di ridondanza del datacenter è già una best-practice che Level iP applica da tempo. I sistemi antincendio, tuttavia, non sono sempre testabili “in funzionamento” e necessitano di check-up periodici. (more)

Quale è la differenza tra server cloud e server cloud dedicati

Forse ti sarai chiesto che differenza c’è fra un server dedicato in cloud ed un cloud di server dedicati, apparentemente sembrano essere la stessa cosa ma la prima opzione costa molto meno della seconda e le differenze non finiscono qui.

In realtà un server dedicato in ambiente cloud è, il piu delle volte, un Virtual Private Server, o VPS, cui è stato cambiato il nome per ragioni commerciali. (more)

Server dedicati Windows oppure Linux? Come scegliere.

Quando si valuta la sottoscrizione di un servizio di server dedicato, ci si trova molto spesso a dover decidere quale sistema operativo installare.

La nostra esperienza di gestione di server dedicati, sia Windows che Linux, ci ha convinto che questa scelta debba essere guidata dal tipo di servizi che desiderate offrire.

A prescindere dalla piattaforma di sviluppo scelta, quando questa è eseguibile sia da Windows che da Linux, ci sono servizi che trovano nel server Microsoft una piattaforma di erogazione solida, altri girano meglio su Linux. (more)

Server Dedicati: meglio con plesk, cpanel o con pannelli opensource?

Se stai vagliando delle offerte di server dedicati la scelta di una piattaforma di Web Hosting Management è uno degli elementi che potrebbero influenzare la tua scelta.

Il panorama dei pannelli di controllo WHM presenti sul mercato è vasto, tuttavia la scelta ricade tipicamente sui più noti e diffusi cPanel e Plesk.

Eppure, se dovete gestire pochi domini oppure non avete il budget da allocare sui pannelli più blasonati e costosi, esistono alternative open source molto valide.
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Scegliere un servizio di server dedicati in architettura cloud

Quando si deve scegliere un servizio di cloud su server dedicati, è sempre buona norma effettuare una valutazione sulla effettiva capacità del provider di erogare una piattaforma stabile, duttile, scalabile.

Limitarsi a leggere una brochure, a richiedere cinque preventivi a fornitori differenti oppure impuntarsi sui minimi dettagli tecnici non vi aiuterà a proteggere il vostro investimento.

Per scegliere un cloud dedicato che funzioni davvero, vi suggeriamo alcuni punti chiave da tenere a mente nella valutazione del provider.

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SiS Srl sceglie Level IP come fornitore per l’infrastruttura server

Negli ultimi mesi, SiS Srl e Level iP hanno consolidato i propri rapporti di partnership commerciale.

SiS S.r.l., Soluzioni Informatiche e di Sistema, è una azienda di Varese, che offre servizi informatici che vanno dalla realizzazione di siti web e portali e-commerce, dalla realizzazione di campagne marketing, on e off-line, alla progettazione ed installazione di reti informatiche.

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Che tipo di assistenza desideri per i tuoi server dedicati?

La domanda è lecita perchè, a seconda delle tue necessità e competenze tecniche, i tuoi server dedicati avranno bisogno di una certa quantità di assistenza sistemistica.

Se è vero che un server dedicato economico potrebbe non includere l’assistenza di cui hai bisogno, è anche vero che è difficile quantificare quanta assistenza è davvero necessaria.

Questo è uno dei motivi che ci spingono ad un approccio progettuale con i nostri clienti, ovvero creare dei servizi di server dedicato e gestito dove il cliente paga solo ciò di cui necessita.
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Server dedicati e consumo di banda: quando i megabit sono un esca!

Vi siete mai chiesti come mai molte delle offerte per server dedicati che è possibile richiedere on-line vi consentono di associare quantitativi spropositati di banda a server dedicati entry level?

Quello che succede, in realtà, è che un singolo server dedicato non è in grado di erogare, se non in casi particolari e definiti, decine e decine di megabit di banda al secondo.

Se la vostra offerta prevede un server dedicato low cost e cento megabit di banda, chi vende sta cercando di sedurvi all’acquisto offrendovi “molto” di qualcosa che in realtà non userete e, se continuerete a leggere questo post, vi spiegheremo il perchè.

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Server dedicato e supporto tecnico. Quanto vale veramente il managed?

Hai appena ricevuto l’ultimo preventivo per un server dedicato e sei pronto a scegliere la migliore offerta, quella che ti da il mondo e ti costa meno.

L’offerta per il server dedicato è molto economica ed il preventivo include hardware, banda e supporto tecnico illimitato 24/7/365, sembrerebbe tutto chiaro, ma forse non lo è.

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Server Dedicato e Potenza di Calcolo. Il Mito Del Server Bare Metal.

“Il Server Dedicato Bare Metal è più potente di un Server Dedicato Virtuale”: se parliamo di pure prestazioni la frase è parzialmente vera.

In realtà Il Server Dedicato Virtuale potrebbe non essere affatto meno potente del tuo server “bare metal”, e sicuramente può offrire molto in termini di flessibilità: vediamo come.
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Sicurezza e Costo di Un Server Dedicato: Il Risparmio Non è Tutto!

Server Dedicato, chiunque abbia cercato queste parole su Google si è sicuramente affacciato su decine di offerte apparentemente vantaggiose.

Larga parte delle offerte cui accederete ricercando le paroline magiche server e dedicato è in realtà rappresentata da server dedicati low cost e non è detto che questa sia la soluzione più adatta ai vostri bisogni.
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Ridurre il TCO con Server Dedicati e Architetture Cloud.

Ultimamente, le architetture cloud stanno suscitando un notevole interesse tra le aziende che fanno del web il loro core business.

Il cloud computing, ed in special modo l’architettura cloud su server dedicato, aiuta a ridurre il costo di gestione di un’infrastruttura web. (more)

Server Dedicato e Architetture Cloud

Per un’azienda che necessita servizi di web hosting professionale, scegliere tra un server dedicato ed un’architettura con server dedicati virtuali diventa prima o poi una necessità.

Tuttavia, la distinzione tra server dedicato, server dedicati virtuali e server in architettura cloud è spesso fonte di confusione. In questo blog cercheremo di fare un po di chiarezza sui termini. (more)

HostingTalk.it intervista Giulio Frandi, Direttore di Level IP Italia

Siamo lieti di riportare dell’intervista di HostingTalk a Giulio Frandi, Direttore B/U di Level IP Italia: LevelIP: dallo shared alla virtualizzazione, così ci occupiamo di consulenza e servizi hosting.

Four Srl – Infrastruttura in ambiente virtualizzato dedicato

Four SRL è una web agency di Gallarate focalizzata nel mondo WEB ed E-Commerce, nata dalla collaborazione tra un’agenzia di comunicazione ed un team di consulenti delle tecnologie digitali interattive nel settore del marketing relazionale e strategico. (more)

Infrastruttura ad alta affidabilità per Synapsis

Synapsis è una società di ricerca e sviluppo, engineering e consulenza nel settore della “eHealth”. Synapsis, grazie a soluzioni ICT d’avanguardia, all’efficace gestione dei prodotti e alla profonda conoscenza dei processi clinici, costruisce un percorso globale di informatizzazione sinergico ai bisogni delle aziende sanitarie per migliorare la performance delle prestazioni erogate al cittadino.
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Assumiamo: Inside Sales | Hosting Shared

Level IP è il marchio con cui Prosodie opera in Italia le proprie attività di Hosting, Housing ed ingegneria dei sistemi di tipo Platform as A Service.

La società, forte di una sala server dimensionata per accompagnare Web Agencies, Società di Ingegneria del Software e Portali Web nel loro successo, ricerca delle figure di Inside Sales

La figura prescelta si occuperà primariamente del ciclo di vendita nel suo complesso: – 70% del tempo

* trattamento delle chiamate dei clienti
* accompagnamento / negoziazione
* supporto clienti di primo livello
* escalation al supporto tecnico di secondo / terzo livello qualora necessario
* order entry / preparazione dei report per il servizio amministrativo

La società in Italia conta una decina di persone quindi, oltre alla missione principale, è richiesto di adattarsi ad una cultura del fare e del costruire, rendendosi disponibile per delle task di office management -30% del tempo

Il candidato/a ideale si è affacciato di recente sul mondo del lavoro, ha voglia di mostrarsi utile e di crearsi un proprio spazio in seno ad una realà in crescita. Capace di usare gli strumenti informatici (Office / Web), ama internet e saprà inserirsi in un ambiente di tecnici.

Sono necessarie competenze di comunicazione scritta (mail, MSN, etc.) in inglese o francese per interagire giornalmente con dei colleghi stranieri ubicati in altre filiali del gruppo.

Gli interessati che volessero sottoporre la propria candidatura possono trasmettere la lettera di motivazione ed il proprio CV dettagliato, nei formati txt o pdf a jobs@levelip.com con esplicita autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del D. Lgs 193/03 (Codice in Materia di Protezione dei Dati Personali)